Home » Articoli » EVENTI » Passeggiata nel Chianti: sotto la Luna del Tuono, a San Polo in Rosso

Passeggiata nel Chianti: sotto la Luna del Tuono, a San Polo in Rosso

pubblicato in: EVENTI, Percorsi trekking

di Silvia Ammavuta.

Articolo tratto da “Diari Toscani”

Luce e oscurità, sole e luna. Passaggio. Più o meno consapevolmente, la vita è fatta di questo: di passaggi. Camminare andando incontro al trasmigrare dalla luce al buio, dal sole radente, – che sfiora con i suoi raggi dorati una strada sterrata – al sorgere della luna, che si affaccia dalle dolci curve delle colline del Chianti in un alone carico di fascino, è stata occasione di incontro tra persone, alcune amiche, altre arrivate perché incuriosite dalla camminata organizzata dalle associazioni Radici in Chianti e Diversamente Eroici.

Il rendez-vous è vicino alla Pieve di San Polo in Rosso, sotto una croce incastonata in una roccia, tappa fissa per i fedeli che dalla Pieve intraprendono le processioni in occasione di ricorrenze religiose.

Il calpestio delle suole sulla strada sterrata si dissolve nel lieve passo di quaranta persone che proseguono il loro cammino: dalla natura si accingono a entrare in quello della storia, nella pieve di San Polo in Rosso. È Chiara ad accoglierci, la nostra guida del posto.

“La costruzione risale al XII secolo e chi volle fortemente questa pieve fu il Beato Benedetto Ricasoli Firidolfi, che si trasferì qui all’inizio del suo percorso spirituale. Essere posti sul confine fece sì che, nel corso dei secoli, questa pieve e il castello fossero mira di numerosi, quando da una fazione quando dall’altra, di attacchi e saccheggi, per poterne riprendere il possesso. La proprietà è rimasta alla famiglia Ricasoli Firidolfi fino al 1972, anno in cui è stata acquistata dalla famiglia Canessa.

Questa chiesa è molto particolare e ci mostra che siamo nel territorio senese, sia per la predominanza dei colori bianco e nero che si trovano anche nella balzana, lo stemma di Siena, sia per le caratteristiche pittoriche degli affreschi, attribuiti dal professor Ciampolini, a due allievi di Ambrogio Lorenzetti: Cristofano di Bindoccio e Meo di Peroo Piero, in cui è rappresentata la vita di Gesù, dalla nascita alla morte. Gli stessi pittori che hanno realizzato gli affreschi nel Duomo di Pienza.

In questa chiesa c’è un quadro che ha una particolarità. inserire immagine quadro della Madonna. È datato 1650 circa, la Madonna ha sulle spalle un drappeggio nero, ed è questa la particolarità, non si conoscono altre opere con questa caratteristica, come non si conosce il perché di questa scelta pittorica.”. Chiara prosegue nel suo racconto, citando altre opere d’arte che non si trovano più all’interno della chiesa, ma nella Pinacoteca di Siena, per volontà degli attuali proprietari che, dato il valore di queste, hanno deciso che dovevano essere protette e mantenute in buono stato. Mentre altre opere si trovano nel castello di Brolio.

L’incontro con Chiara volge al termine, qualche scatto fotografico all’interno della Pieve, altri nel chiostro dove al suo centro un pozzo viene inquadrato da più angolature,  ancora un passaggio nella chiesa.

Con un Cristo ligneo del 1300, il cui scultore è sconosciuto, collocato sull’altare alle nostre spalle, varchiamo il portone e torniamo verso la luce che si sta affievolendo.

Le nostre guide escursionistiche Renzo Centri Marco Ragni,  hanno calcolato i tempi per poter arrivare alla nostra prossima tappa in tempo utile per ammirare la luna piena, detta Luna del Tuono, in quanto proprio in piena estate i temporali possono fare la loro comparsa con lampi, fulmini e tuoni. Lo scalpiccio dei passi riprende, chi affronta la salita con più lena è in testa al gruppo, chi incede con andatura da montagna resta un po’ più indietro, ma siamo tutti ‘a vista’ e procediamo in un sentiero nel bosco, ai cui bordi i cespugli di elicriso sprigionano il loro profumo al contatto dei nostri abiti. Una leggera brezza ne diffonde l’aroma e muove le loro gialle corolle sfoggiando sotto il nostro sguardo l’origine del loro nome: helios -sole-, krysos -oro-.

La salita prosegue nella meraviglia del panorama che ci circonda, nello scoprire un antico lavatoio foto lavatoio quasi sommerso da cespugli e rovi, dall’arrivare nel borgo di Casanova di Ama, e proseguire su una strada asfaltata che ci porta a una costruzione in muratura con il tetto a ‘capanna’.

Originariamente era un rifugio per i pellegrini, anch’esso posto sul confine tra Firenze e Siena, trasformato poi in cappella, presumibilmente nella seconda metà del 1400. Intitolata a San Michele Arcangelo faceva parte, insieme alla Pieve di San Polo in Rosso, della diocesi di Fiesole. Nel corso del tempo la cappellina venne inglobata da rovi e arbusti finché, nel 1992, grazie all’interessamento del Comune di Gaiole in Chianti, del maestro Ferdinando Anichini e dell’architetto Baldi,questo luogo tornò ‘alla luce’ regalando ai visitatori il piacere di poter ammirare gli affreschi, – di cui si ignora il nome  degli autori – datati 1496, che si trovano al suo interno e che furono restaurati nel 1996.

È grazie all’attuale proprietà, la famiglia Landi, che possiamo accedere al suo interno, e così entriamo, osserviamo, facciamo foto, respiriamo anche qui un’aria di passato e di storia, immaginiamo coloro che mossero i passi in questo spazio ristretto, luogo di accoglienza, rifugio e preghiera. Parliamo con voce bassa, ci muoviamo con attenzione, quasi non volessimo disturbare la presenza di coloro che lavorarono con dedizione a questi affreschi.

Quando usciamo le ‘pennellate’ dell’oscurità si sono fatte più incisive, ma non ci badiamo molto: un buffet improntato dai Diversamente eroici, sul lato della cappellina ci attende.

Lorenzo Ruffoli Antonio Spalvieri, ci allietano con prelibatezze del territorio che rendono questo momento ancora più conviviale. Un buon bicchiere di vino rosso e restiamo in attesa di veder spuntare, dal nero profilo delle colline circostanti, la luna piena.

Eccola! E  si mostra a noi in tutta la sua maestosità luminosa. Ci riuniamo per osservarla e muovere infine in primi passi per tornare da dove siamo partiti. In parte ci facciamo guidare dal suo fascio, ma lì, nel sentiero nel bosco la sua luce si disperde tra le fronde boschive, le pile ci vengono in aiuto e tracciano il nostro cammino. L’atmosfera è di spensieratezza, di leggerezza, di condivisione e di stupore quando, attraverso una chioma che la incornicia, riesco a scorgere la Signora della Notte.

Un passo ancora verso la fronda dalla quale si affaccia e scatto una foto per cogliere ‘il lucore’ di questo cammino fatto di profumi della natura, paesaggi, storia e arte. Sono stati la ricerca e l’attesa di esso che ci hanno condotto verso la consapevolezza che stupore e curiosità sono il motore della fascinazione.