Home » Articoli » Percorsi trekking » Progetto Trekking Scuola Secondaria

Progetto Trekking Scuola Secondaria

I TESORI DELLA BERARDENGA

Di Riccardo Faustini

San Gusmè, stamani, con i bambini delle scuole medie di Gaiole venuti appositamente a visitare il paese e gli addobbi natalizi realizzati dagli abitanti con materiali di recupero, sembrava uscito da una favola. Due eventi così non capitano tutti i giorni, e perché ciò accadesse è stato necessario l’impegno della scuola, che ha varcato i confini comunali per venire a conoscere questo gioiello a cui anche il grande Eugenio Montale ha dedicato una strofa:

“La fuga dei porcelli sull’Ambretta
notturna al sobbalzare della macchina
che guada, il carillon di San Gusmè
e una luna maggenga, tutta macchie …”

All’arrivo dei 40 alunni erano presenti due accompagnatori del GEB (Gruppo Escursionisti Berardenga), Riccardo e Raniero, insieme a Fosco Vivi di Berardenga Storia e Arte. Con loro c’era anche Claudio Bonci, di Radici in Chianti, che ha organizzato l’iniziativa in accordo con la scuola. Un ringraziamento va anche a Mauro Lusini, che ha aperto la Compagnia dove si conserva il dipinto del Sorri.

Fosco ha letteralmente catturato l’attenzione dei ragazzi, che hanno seguito con grande interesse i suoi racconti, sui quali dovranno poi svolgere un’esercitazione.

Dopo la visita al Castello, il gruppo — in rigorosa fila indiana (nome che deriva dalle usanze degli indiani d’America, che seguivano le stesse impronte di chi li precedeva per non lasciare tracce numerabili) — si è spostato verso Campi. Qui la sosta è stata quasi obbligata nel punto in cui nasce l’Ombrone, cioè sul crinale che divide il bacino dell’Ombrone da quello dell’Arno. È stata così narrata la leggenda di Ambra e Ombrone, due giovani etruschi cresciuti insieme per un tratto, finché Ambra preferì allontanarsi per raggiungere l’Arno, mentre Ombrone proseguì il suo cammino incontrando Arbia, Orcia e Merse lungo la sua discesa.

A Campi c’è stata una breve pausa per ammirare il panorama che stamani era reso ancora più suggestivo dai banchi di nebbia, dai quali affioravano alcuni luoghi come d’incanto. Tra questi, Siena si stagliava nel cielo con le sue due torri, che da quella prospettiva sembravano alte uguali.

Terminata la sosta, il cammino è ripreso verso Pian Tondo, dove Fosco ha offerto nuovamente il suo contributo.

Questa è la cronaca della giornata: non resta che augurarsi che i ragazzi, nello svolgere il compito affidato, sviluppino qualche idea interessante sulla storia, sull’escursionismo o sul paese da favola che è San Gusmè.